Ai confini dell'Europa, su una stretta lingua di terra protesa sull'Atlantico, il Portogallo offre una straordinaria gamma di scenari in un territorio relativamente piccolo: dalle cime irregolari delle montagne alle gole profonde, dai terreni a terrazze del nord alle spiagge del sud.
Tutto è a portata di mano in un territorio dove è possibile viaggiare da un capo all'altro con comodità e tranquillità, anche nell'arco di una sola giornata.
Il gusto della scoperta è la caratteristica principale di questo paese e del suo popolo, i cui famosi navigatori hanno aperto nuove rotte sia verso occidente che verso oriente, trasformando un piccolo paese in un grande impero.
La vocazione di viaggiatori che portava i portoghesi a fondare città in terre lontane, a conquistare luoghi e popoli, a scambiare la propria cultura con la loro, era l'espressione di quel sentimento di saudade così tipico di questo popolo: la sensazione di finis terrae, di vivere all'estremità dell'Europa senza altra scelta che avventurarsi in mare, il desiderio di raggiungere l'inaccessibile, è un sentimento che i trovatori medievali chiamarono saudade e da allora in nessuna lingua si è trovato un termine appropriato per tradurlo.
Dopo aver visitato il Portogallo, dopo essersi lasciati conquistare dal calore della gente e aver ascoltato la loro lingua così "strascicata" e musicale, dopo aver visto quel mare che non nasconde nulla all'orizzonte se non le Americhe, dopo aver girato nei vicoli di Lisbona, gli stessi dove passeggiava Fernando Pessoa un secolo fa, dopo un bicchiere di "porto" che scalda il cuore, per nessuno sarà possibile lasciare il Portogallo senza un sentimento di tristezza e nostalgia per il distacco, senza provare cosa davvero significhi la saudade portuguesa.